Se vi sposate a ottobre, il menù che assaggiate in degustazione non è lo stesso che avrebbe assaggiato una coppia sposata a giugno. Non perché vogliamo essere originali a ogni costo. Perché Ermanno lavora così da sempre: guarda cosa c’è di buono in quel momento, e costruisce il menù intorno a quello.
Il menù non nasce da un listino fisso
Molti ristoranti hanno un menù che resta identico tutto l’anno, con qualche variazione stagionale giusto per dovere. Da noi funziona al contrario: il punto di partenza non è “cosa abbiamo sempre fatto”, ma “cosa c’è di buono adesso”.

In pratica, questo vuol dire che le verdure che trovate nel vostro menù sono quelle di stagione — non quelle conservate per mesi per essere disponibili tutto l’anno. Il pesce e la carne vengono scelti seguendo lo stesso criterio. È cucina veneta, con richiami friulani, pensata per seguire il territorio invece di ignorarlo.
Per fare un esempio concreto: un piatto a base di zucca, radicchio o funghi porcini ha senso in autunno, quando questi ingredienti sono al meglio — non a maggio, quando andrebbero comunque presi da qualche parte, magari non freschissimi. Stesso discorso vale al contrario per i prodotti estivi. Non è una regola rigida scritta su un manuale: è semplicemente come si cucina bene.
Cosa cambia davvero tra un matrimonio a giugno e uno a ottobre?
Cambia quello che trovate nel piatto, non la qualità del servizio o l’attenzione che ricevete — quelle restano identiche in ogni stagione. In degustazione, Ermanno non vi mostra una lista di piatti “primaverili” o “autunnali” già decisi a tavolino: vi propone quello su cui sta lavorando in quel periodo, e insieme costruite il menù da lì.
Questo vale anche per chi ha ospiti con allergie, intolleranze o segue una dieta vegana. Le due cucine parallele che gestiscono queste esigenze seguono la stessa logica stagionale del menù principale: stessa attenzione, stessi criteri, nessuna eccezione che abbassi il livello.
Un ingrediente di stagione si sente
Non serve essere intenditori per accorgersi della differenza. Un pomodoro raccolto a luglio ha un sapore diverso da uno cresciuto fuori stagione in serra: più pieno, più vero, meno “acqua e forma”. Lo stesso vale per quasi tutto quello che portiamo in tavola.
I vostri ospiti non avranno bisogno di conoscere la differenza tecnica tra un ingrediente di stagione e uno fuori stagione. La sentiranno comunque, nel piatto — anche se magari non sapranno spiegare perché quella cena gli è piaciuta così tanto.
C’è anche un motivo pratico, oltre a quello del gusto: Ermanno cucina meglio quello che conosce bene in quel momento. Lavorare con ingredienti di stagione non è un limite che si accetta per principio — è la condizione in cui il suo lavoro rende davvero al massimo.
Chi decide cosa finisce nel vostro menù?
Lo decidete voi, insieme a lui, seduti allo stesso tavolo in degustazione. Ermanno porta quello che la stagione offre in quel momento, voi portate i vostri gusti, le vostre preferenze, e le esigenze alimentari dei vostri ospiti. Il menù nasce da questo incontro — non da un catalogo che vi viene semplicemente mostrato per scegliere una casella.
Non troverete un elenco fisso di piatti tra cui spuntare le vostre preferenze come su un modulo. Troverete una conversazione vera, da cui esce un menù pensato per il vostro giorno specifico — non per un giorno qualunque dell’anno, uguale per tutti.

La degustazione è il momento in cui tutto questo prende forma
Se avete già fissato la data, il passo naturale è la degustazione: è lì che il menù si costruisce davvero, partendo da quello che la stagione del vostro matrimonio porta in cucina in quel momento. Non prima, sulla carta, ma lì, assaggiando insieme a Ermanno cosa funziona per voi.
È anche il momento in cui si parla delle esigenze alimentari dei vostri ospiti, con la stessa attenzione riservata al resto del menù — perché per noi non esiste una parte “principale” e una parte “accessoria”: esiste solo il menù del vostro matrimonio, pensato nel suo insieme.
Scoprite il menù della vostra stagione. Prenotate la vostra degustazione.