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La nostra Pasticceria

Dulcis in fundo...

  • IL NOSTRO TIRAMISÙ NEL BAULETTO 6.50

    Crema Tiramisù su Pan di Spagna al Grano Saraceno e Cacao

  • MODICA TRIP 6.50

    Cioccolato di Modica I.G.P. con abbinamenti pensati casualmente

  • CHEESCAKE AL FIGO MORO 6.50

    Crema di Philadelphia nascosta dal biscotto e Figo Moro al Raboso

  • IN RICORDO DELLA COPPA TIZIANA 6.50

    Medaglioni di Meringa con Gelato variegato ai Frutti Rossi e Amarene Fabbri

  • NERI NON PER CASO 6.50

    Bavarese alla Liquirizia Calabra con cuore di Caffè Arabica

Al Cucchiaio

  • IL MANGO 4.50

    Sorbetto al Mango

  • MELA LIME 4.50

    Sorbetto alla Mela e Lime

  • UN VECCHIO RICORDO 4.50

    Sorbetto all’Uva Fragola del nostro vicino

La Cantina consiglia

  • MOSTO D’UVA DELLA CANEVA DEI BIASIO 2.50

    Da uve moscato parzialmente fermentate, otteniamo una bassa gradazione alcolica, una leggera bollicina ed un profumo inebriante di frutta esotica

  • IL MARZEMINO PASSITO DI GIUSEPPE LIESSI 4.00

    Dalle colline di Refrontolo, con le uve di marzemino passite, cogliamo uno spiccato sentore di frutti rossi, ribes e more, una buona corposità e un’acidità che rende questo vino dolce non stucchevole.

  • L'AMARO DEL "PRIMO"

    Poche righe per una vita di miseria da bimbo e la sopravvivenza da giovane combattendo in Russia, mangiando tutto ciò che rimaneva in quella terra aspra e dilaniata dalle bombe. Ogni radi- ce ed erba era buona , per curarsi o da mescolare a patate ed acqua per mangiare, se avevano la fortuna di trovare in qualche casolare fiaschette con distillato di patate o cereali, ci macerava- no bacche ed erbe. Tutto andava giù, riscaldava anima e soprat- tutto il corpo, sempre infreddolito dalle tempeste di neve ed il ghiaccio. Era l’unico modo per tenere in vita quel corpo marto- riato, ma risparmiato dalla crudeltà delle battaglie. Finita la guer- ra tra miseria e macerie, quest’uomo tutto fare: contadino, bar- biere e norcino ha riprodotto questo spirito salva vita ritoccan- dolo nel gusto, ma sempre speciale, tramandando questo sapere ai figli e nipoti. Ritorna così ai nostri tempi un’amaro d’erbe e radici infuse sapientemente, dal sapore morbido ed armonico, che incontra il gusto di tutti.

  • IL LIQUORE DELLA "TINA"

    Un suo vivo ricordo è quella cucina vecchia, nera e misteriosa, sulla parete di sfondo sopra la stufa un arcobaleno di spruzzi degli intrugli che cucinava, quasi da sembrare un quadro con impressa la vita e la passione per il lavoro che portava a creare magie dal nulla. Sapeva prendere le signore per la gola con i suoi elisir al sambuco, ai mirtilli e ai frutti di bosco “rigorosamente raccolti al momento giusto in montagna” E per i nipoti che face- vamo a gara tra chi raccoglieva più sambuco, c’erano sempre le marmellate con pane e burro. Oggi a noi rimane il ricordo di quei profumi, coinvolgenti da catturare memoria ed emozioni, il gusto inconfondibile di frutti appena raccolti, il piacere di man- giare marmellata con il burro fatto dal nonno. Siamo stati fortu- nati e speriamo di riuscire a trasmettere queste sensazioni, picco- le, ma infinite ai nostri figli. Di quei tempi riusciamo a darvi po- co, infinitamente poco, ma se abbiamo buona memoria e ci la- sciamo trasportare dal gusto e profumo, il liquore Mirtillo sarà la chiave per la porta dei ricordi del passato.

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